Collezione 2018: butta via… tutto!

Si stava meglio quando si stava peggio.

A tavola non si parla più da quando c’é la televisione.

Questa casa non è un albergo!

Non c’é più rispetto per gli anziani.

Le donne non sanno guidare.

L’importante è essere belli dentro.

Chiusa una porta si apre un portone.

I soldi vanno ai soldi.

Non si è mai troppo vecchi.

É il pensiero quello che conta.

Ha le capacità ma non si applica.

I veri artigiani non esistono più.

I giovani sono tutti drogati.

Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.

Chi si somiglia si piglia.

Gli opposti si attraggono.

Mah! Stendo un velo pietoso su questi ultimi due: sono uno l’opposto dell’altro, decidetevi!

Non ci sono più le mezze stagioni.

Odio fare il cambio dell’armadio.

Sono le frasi fatte, insopportabili. Quelle frasi che chiudono il discorso e la conversazione nella banalità più totale, così, tanto per lamentarsi o per restare a galla. Spesso sono giudicanti ed ancor peggio illogiche: il fatto che non ci sono più le mezze stagioni dovrebbe rallegrarci visto che odiamo fare il cambio dell’armadio: restano soltanto due stagioni – inverno ed estate – invece che quattro.

Non ci sono più le donne di una volta. E menomale! Mi viene da dire! E poi, di quale volta? Quelle prima della minigonna di Mary Quant? Quelle che al marito davano del voi? Oppure quelle che hanno dato un contributo enorme alla politica, alla ricerca, alla cultura? Quali sono le donne di una volta?

Lontano dagli occhi, lontano dal cuore. No, questa non voglio nemmmeno commentarla! Chiunque abbia sofferto sa perfettamente che non è così!

Insomma, questo generalizzare, banalizzare e chiudere ogni possibilità di colloquio con una frase fatta, non ci migliora né ci soddisfa: non ditele più per favore. Anche perché, alcune di quelle frasi, non sono vere affatto e, le altre, meritano la dimostrazione che, dove l’affermazione fosse un problema, esso è facilmente risolvibile.

Odio fare il cambio dell’armadio ve l’ho risolto io. In vecchiaia “paio” anche presuntuosa!

Non dovete farlo più: esistono collezioni e brand che non lo prevedono più. Non prevedono primavera-estate 2018 o autunno-inverno 2018/2019, ma solo 2018, 2019, 2020, ecc., ecc.

Chi sono questi brand? Beh, questo non lo so, ma il mio lo è.

Nella moda non c’è più niente da inventare. Un’altra frase che mi viene in mente proprio ora. Bah! Non direi! La collezione senza stagione 2018 della sottoscritta, Sara Rabá, prevede un armadio unico dove trovano spazio capi in jersey di cotone da indossare quando fa caldo e capi e accessori in lana cotta che si indossano sopra al jersey pian piano che arriva il freddo.

Quindi la tuta in jersey utilizzata ad agosto verrà abbinata ai manicotti, al gilet, al coprispalle fino ad arrivare al cappotto, insieme al cappuccio/collo e le muffole, per le giornate di freddo intenso nel mese di gennaio e… viceversa. Si parte a gennaio, tutti imbacuccati e piano piano ci si alleggerisce e… viceversa.

        

Vi piace??? Spero di essermi spiegata bene. Beh, io il mio l’ho fatto! Non me lo dite più “odio fare il cambio dell’armadio” e neanche che “non ci sono più le mezze stagioni” perché in realtà non ci sono più neanche quelle intere, volendo. Un’unica stagione lunga, lunghissima, fatta di colore e artigianalità.

La trovate qui.

A presto

Sara

 

N.B.: e poi, per caso, leggi questa:

Avete 1 miliardo di neuroni, 140.000 parole, migliaia di ore di studio, 5 sensi e l’unica combinazione che vi esce è “In questo paese di legale c’è solo l’ora…”
(Fabrizio Caramagna)

Adoro la sincronicità!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *