Quattro cose + una

io. Sara Rabà, o meglio, Sara Rabà Lab dove Lab sta per laboratorio. 

Laboratorio è una parola che deriva dal latino medievale laboratorium, derivazione di laborare ossia faticare.

Io il mio laboratorio ce l’ho in casa ma soprattutto ce l’ho in testa e, per collegarmi alla derivazione della parola, vi posso assicurare che è davvero faticoso.

É un lavorio continuo: di idee, voglie, desideri, sogni. 

Un laboratorio mucho laborioso che non molla, che ne partorisce una dietro l’altra. Di idee. Eh sì, sono l’irrequietudine, l’impazienza, il movimento, la turbolenza del barlume.

Vorrei poterlo fare di lavoro: generatrice di idee, partoriente di follie e castronerie – scritto proprio così, sulla carta di identità.

Penso che, nel gioco del se fosse, io, se fossi una frase, sarei sicuramente “m’è venuta un’idea”. Beh, non è mica male. In effetti non sarebbe male, il male è che, raramente, ne porto una a compimento. Del resto però, lo dice la parola stessa: generatrice di idee. Un generatore/rice genera energia, mica cose. Vabbè, fffffff!

Comunque, a proposito di idee, in questi giorni di nascondino, mi sono risultata sincerissima e mi è piaciuto un bel po’.

Passo indietro: a dire il vero, le prime due settimane le ho vissute come un polpo congelato, inteccherita (RE tosc. intirizzito| estens. impettito, rigido), con tutte le granfie stese e allineate. Mi sono scongelata dal dolore allo  sbattere della tigre (io inside) contro la porta: casa era una gabbia infuocata. Il panico, dovevo uscire.

Tanto per cambiare, mi è venuta un’idea… ho acceso la televisione – evento eccezionale a casa mia – ed è partita la ricerca epilettica del tg… 1, 2, 3, 4, 5, sky – tanto uno vale l’altro, sono tutti uguali.

È stato un attimo, l’olio nel lume. In tre micro secondi dallo scalpitare sono passata alla cuccia, ché se c’è una trasmissione horror è proprio il tg. I fumatori sono a rischio è, no bastato, stra-bastato per narcotizzare la tigre e renderla un agnellino.

Esattamente quello è stato il momento del briefing con la tigre (io), l’agnellino (io), la generatrice di idee e la partoriente di follie e castronerie (sempre e tutto io). Inutile dare in escandescenze: parole d’ordine mangiare, dormire, rilassarsi, respirare, ballare, ordinare e pulire casa, e soprattutto via libera alla creatività. Ma l’apatia ha preso il sopravvento.

Giorni , giorni, giorni dopo, si sono susseguiti nell’ordine: dieta detox, dieta del gruppo sanguigno, yoga, pilates, step sullo scalino in cucina, uncinetto, calza, disegno, carta pesta, ordine negli armadi, pulizie di pasqua natale e pasqua anno prossimo, ordine delle vecchie foto e, per finire, spostati e girati tutti i mobili di casa. Per inciso, il letto con la testa ad ovest (era ad est) non va bene. Ci dormo male, ma per ora resta lì.

Mai lavorato così tanto in poco tempo. Ero stanca. Mi sono presa un giorno di ferie che ho trascorso tra carne rossa al sangue, vino e sole sul terrazzo. Il giorno dopo, insieme all’agnellino (io inside), sono entrata nella mia stanza laboratorio. 

Mi è venuta un’idea – ma dai!? – e, questa volta, l’ho realizzata. Anzi ben 4 ne ho realizzate. No, 4+1.

Quattro cose speciali, come i miei desideri.

Quattro cose facili da portare, come quando porti te stesso.

Quattro cose con una linea semplice, come la gioia .

Quattro cose che stanno bene a tutti, come l’essere amati.

Quattro cose che parlano di me, come la tigre, l’agnellino, la generatrice di idee e la partoriente di follie e castronerie. 

Mi trovate qui sotto, in questi autoscatti.

pantalone in puro cotone con tasche laterali e fascia in vita
abito in puro cotone con tasche frontali
gonna in puro cotone con tasche laterali e fascia in vita
camicia in puro cotone con manica 3/4, taglio a trapezio

Mi trovate in quelle quattro cose: un pantalone, una gonna, un abito e una camicia.

Quelle 4 cose + una.

I miei fiori.

Come i miei non ce l’ha nessuno.

Ce l’hanno più belli dei miei, ce l’hanno anche più brutti dei miei.

Ma come i miei, in ogni dove, nessuno mai.

collane di fiori e frange in pelle

PS: non mi chiedete la gonna di tulle perchè è la sottogonna del mio vestito da sposa: ve la presto però se la volete. Non mi chiedete neanche il top perchè è mio. Ovvia giù, uno simile lo trovate ovunque.

Però telefonatemi se avete voglia di una delle quattro cose + una o magari telefonatemi per farci venire un’idea. Io sono brava con le idee.

Vi abbraccio

Sara